La scoperta del piacere sessuale

La scoperta del piacere: divertirsi da sola con un cazzo finto

Ho scoperto il piacere del sesso poco più che ragazzina.

Avvenne in maniera alquanto improvvisa e casuale quando, una notte d’estate che stavo trascorrendo con mia zia al mare, mi alzai per andare in cucina a bere e vidi un suo amico fare sesso con lei.

La scena era eccitante anche per me che non avevo mai visto nulla di simile anche se ne avevo sentito parlare a scuola. Un fuoco mi avvampò salendo dall ’inguine fino al viso ed avvertii delle fitte proprio sulla fichetta imberbe.

Dimenticai della mia sete e rientrai nella mia stanza dove iniziai a toccarmi conoscendo per la prima volta, il piacere provocato dalla masturbazione.

Quell’atto di cui ne avevo sentito parlare a scuola dalle mie compagne che lo chiamavano ‘ditalino’, mi aveva fatto felice grazie all’orgasmo che le mie dita avevano saputo provocare.

Forte di quell’esperienza, confidai quanto avevo fatto alla mia amica del cuore che mi svelò di masturbarsi ogni sera e di aiutarsi a raggiungere l’orgasmo strofinandosi con una carota o con un cetriolo o qualsiasi altra cosa che potesse avere quella particolare forma allungata che cercava di far penetrare dentro di lei.

La curiosità e il desiderio, furono il combustibile che accesero le mie voglie di agguantare il piacere e questo significava che, nell’intimità delle mie notti solitarie, mi masturbavo con sempre maggior consapevolezza alimentando poco a poco la mia esperienza.

La scoperta del piacere: piccole esperienze crescono

Divertirmi da sola con un cazzo finto, fu qualcosa che avvenne anni dopo.la scoperta del piacere

Seguendo le confidenze della mia amica del cuore, le mie piccole mani spesso stringevano una melanzana lunga con la quale mi solleticavo le grandi labbra che non ci impiegavano molto tempo ad inumidirsi soprattutto quando, una volta per errore, spinsi l’ortaggio talmente forte che scivolò arrivando fino all’orifizio del culo provocandomi delle sensazioni elettrizzanti che mi fecero capire che anche quello era un posto da dover riempire nello stesso modo e, magari, anche nello stesso momento.

Il mio desiderio fu così ardente che non mi rifiutai all’alba dei miei 14 anni nel fare le prime esperienze a scuola con un mio compagno di classe che mi piaceva.

Nascosti nei bagni della scuola durante le ore di lezione, ci toccavamo a vicenda masturbandoci reciprocamente.

Mi piaceva sentire il suo sperma caldo scivolare sulla mia mano mentre lui mi toccava la passerina piena di umori.

La scoperta del piacere:un presente che non dimentica il passato

Da quei primi esperimenti di sesso ad oggi, sono trascorsi molti anni che mi hanno visto ragazzina curiosa, ragazza innamorata, donna sognante, fidanzata fiduciosa, moglie consapevole, madre tradita.

Oggi, donna matura e disillusa, non aspetto più alcun principe azzurro che mi riempia la vita scrivendomi poesie e facendomi palpitare il cuore.

Ho da tempo acquistato diversi modelli di vibratori di ogni tipo, colore e lunghezza e con quelli mi stuzzico come avveniva un tempo.

Divertirmi da sola con un cazzo finto che mi sbatte bene e che non impegna il mio senso di responsabilità, è una pratica quotidiana con la quale allento la tensione e che mi fa evitare i problemi di una qualsivoglia relazione amorosa.

I miei cazzi sono quanto di meglio ci possa essere per far felice una donna come me che può usarli per impalarsi, per farli scivolare nella vogliosa fica oppure succhiare con golosa avidità.

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