Sesso anale, dolori e gioie

La paura del sesso anale è diventata una gioia

 

Era da sempre un tabù

Il sesso anale per me era un tabù, anche se vi devo confessare che ho diverse esperienze sessuali, non mi ritengo una ragazza di facili costumi ma se un uomo mi piace, non ci penso molto a concedermi integralmente a lui, ma integralmente è solo un modo di dire, perché c’è qualcosa che mi frenava, che non riuscivo a superare e limitava molto la mia capacità di essere donna completa al 100%; il sesso anale.

Era un vero problema, alcune volte mi era stato chiesto esplicitamente dai miei partner sessuali ma io avevo sempre negato la deflorazione rettale, l’idea di ricevere un membro nel culetto mi spaventava e non poco.

Avevo anche provato ad analizzare, insieme ad un ragazzo particolarmente sensibile e comprensivo, il perché di questo rifiuto categorico, forse per un male interpretato fatto d’igiene, forse per la paura di provare dolore durante la penetrazione anale, rimaneva comunque il problema, ed oltre ad un paio di volte in cui avevo ricevuto un dito nel sedere non ero andata, e questo fatto mi aveva causato anche la rottura di una relazione alla quale tenevo tantissimo.

La svolta

L’anno scorso conobbi Franco, il mio attuale compagno, che è un tipo molto sveglio dal punto di vista sessuale, sa esattamente quello che vuole e soprattutto sa come ottenerlo.

Avevo capito subito che con lui sarebbe stato difficile mantenere la verginità anale, anche se una volta mi ero messa a piangere quando ho sentito il suo glande premere con decisione contro le pareti del mio orifizio anale, ed era stato dolce nel consolarmi, ma mi aveva anche detto che la prossima volta sarebbe stato diverso, in tutti i sensi.

A me quella frase risuonava ogni tanto nella testa, e la paura di essere sottoposta alla sodomizzazione era sempre tangibile, quando facevamo l’amore.

Dopo qualche mese, decidemmo di avere a convivere insieme, visto che entrambi eravamo più che convinti di quello che stavamo facendo.

Galeotto fu il compleanno

Una bella sera fummo invitati al compleanno di un caro amico, ed al ritorno a casa ero più brilla che sobria.

Franco mi aiutò a salire le scale di casa, mi portò subito a letto e mi spogliò completamente, mettendomi a pancia sotto.

Il mio culetto era oscenamente esposto alle sue attenzioni, che non tardarono ad arrivare. Iniziò subito a leccarmelo ben bene, con le dita mi sfregava il clitoride, e poco dopo sentii qualcosa entrare rapido nel culetto, era un altro dito ben lubrificato che era entrato dietro.

Feci un piccolo gridolino ma nulla di più, e feci appena in tempo a vedere il suo membro pronto all’uso e compresi quello che stava per accedere, Franco avrebbe riprovato a mettermelo nel culetto. Non avevo la forza materiale per oppormi, ero abbastanza stordita dall’alcool, per cui mi rassegnai, cercando di rilassarmi.

Franco fu molto dolce, inserì prima il glande, e con dolce lentezza ogni centimetro della sua consistenza nel mio piccolo pertugio anale, e devo dire che fu una graditissima sorpresa, come quando riversò tanti fiotti di bollente consistenza maschile nella mia apertura posteriore.

Da allora la penetrazione anale è entrata di diritto tra le nostre pratiche sessuali abituali, e non ho più paura di prendere una verga tra le chiappe.

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